leggerezze e scrivitudini, frammento ( prima di vedere Olmi, prima di leggere il francese, dopo aver letto, p.e., Steiner…

26Mar07

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Parole dette, scritte, ascoltate, lette.

Logos e Mithos

Fraintendimento e Attenzione

Lettori capaci, più che scrittori, servono.

Fraintendimento voluto, manipolazione delle parole, delle idee, delle decisioni

Mosè, Socrate, lao tze Confucio, Spinoza, Montaigne, Leopardi, Witt, Derridà, Agamben…

proust, joyce, kafka (gli uccisori di realtà…)

George Steiner, Vere Presenze o delle fonti dimenticate…

Ebraismo: Scuola di formazione per lettori. Il tempio (beth a knesset) era il luogo dello studio…non della preghiera…

Interpretazione e commento.

Caduta nel Sistema (sistematizzazione).

Fluidità e paradosso.

Note (bazlen)

Si legge ogni cosa. I libri solo appunti per leggere meglio tutto il resto.

Lingua e linguaggio.

Fede, consolazione o conforto

Il saggio è senza idee

In volontarietà ( parlare a vanvera, cioè senza – apparentemente – mirare ) : condizione davvero comune a tutti, uomini e popoli. Cosa si deve dunque organizzare? Solo il minimo indispensabile. Pesi e misure, regole, riti.(halakà). Il resto si deve narrare (haggadah).

Interpretazione: dal talmud a Freud.

Traduzioni di traduzioni

Precisione, misurazione e Infinito ( dove “è dolce – persino- naufragar”)

Montagne, colli: salite discese, allenare lo sguardo. I monti nelle religioni, nelle letterature, nei miti…

Leggerezze e Scrivitudini….

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a vànvera

Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.

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