Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.
Bao, questa foto è troppo bella per lasciarmela sfuggire. Non ti dispiace, vero, se la metto al posto dell’ altra su questo stesso articolo che ho riportato in Nonblog?
Sono sicura che mi dirai di sì, quindi vado ed eseguo. Se non va bene sgridami, che me lo merito.
Un caro saluto
habanera
E’ una foto libera, come la corsa di un pastore tedesco libero ( allusione ad altro pastore tedesco prigioniero voluta)
buone robe di tutti i colori
baotzebao