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	<title>Comments on: Laicità è&#8230;un piacere responsabile.</title>
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	<description>leggerezze e scrivitudini</description>
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		<title>By: baotzebao</title>
		<link>http://www.baotzebao.eu/2008/01/07/laicita-eun-piacere-responsabile/comment-page-1/#comment-494</link>
		<dc:creator>baotzebao</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 16:19:46 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;cinico, sì,sì.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;MA:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1. non sei romanticista ( grazie al cielo ), ma romantico sì, e della specie migliore...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2. integralismo, se e quando significa &quot;ben tenuto unito&quot; è cosa buona e rara, almost inconsapevole e certamente in volontaria. Quando lo si prova...non lo si è già più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;3. si può anche essere, e spesso è una misura cautelare appropriata, &quot;anti illuministi&quot;. Ma non si può essere - o meglio, è un grande e folle integralismo attivo e volontario - essere anti-illuminati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;il resto, forse, a voce. in uno dei nostri casuali intercettamenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;grazie, Diogene Tonio&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cinico, sì,sì.</p>
<p>MA:</p>
<p>1. non sei romanticista ( grazie al cielo ), ma romantico sì, e della specie migliore&#8230;</p>
<p>2. integralismo, se e quando significa &#8220;ben tenuto unito&#8221; è cosa buona e rara, almost inconsapevole e certamente in volontaria. Quando lo si prova&#8230;non lo si è già più.</p>
<p>3. si può anche essere, e spesso è una misura cautelare appropriata, &#8220;anti illuministi&#8221;. Ma non si può essere &#8211; o meglio, è un grande e folle integralismo attivo e volontario &#8211; essere anti-illuminati.</p>
<p>il resto, forse, a voce. in uno dei nostri casuali intercettamenti.</p>
<p>grazie, Diogene Tonio</p>
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		<title>By: diogene malamati</title>
		<link>http://www.baotzebao.eu/2008/01/07/laicita-eun-piacere-responsabile/comment-page-1/#comment-490</link>
		<dc:creator>diogene malamati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 08:08:46 +0000</pubDate>
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		<description>Io sono l&#039;opposto di romantico, qual&#039;è l&#039;opposto di romantico? c&#039;è un&#039;integralismo anti-romantico? Sono anche l&#039;opposto di illuminista, c&#039;è l&#039;integralismo anti-illuminista?
bentornato bao, ho sentito la tua mancanza.

diogene malamati</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono l&#8217;opposto di romantico, qual&#8217;è l&#8217;opposto di romantico? c&#8217;è un&#8217;integralismo anti-romantico? Sono anche l&#8217;opposto di illuminista, c&#8217;è l&#8217;integralismo anti-illuminista?<br />
bentornato bao, ho sentito la tua mancanza.</p>
<p>diogene malamati</p>
]]></content:encoded>
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		<title>By: La Mula</title>
		<link>http://www.baotzebao.eu/2008/01/07/laicita-eun-piacere-responsabile/comment-page-1/#comment-489</link>
		<dc:creator>La Mula</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 17:08:07 +0000</pubDate>
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		<description>Gli integralisti di qualsiasi tipo sono alla radice del problema e una delle tare di questa società dove, per incultura o meglio ancora acultura, si moltiplicano in modo esponenziale.

In altri tempi la parola corretta per arginare certi comportamenti era &#039;educazione&#039;. Semplicissima. Mio padre ateo convinto (s&#039;è sposato in chiesa con dispensa vescovile perchè rifiutava di accedere ai sacramenti e mia madre voleva sposarsi solo in chiesa, 1956), planato in un mondo cattolico è sempre riuscito a dialogare con tutti per via dell&#039; educazione. E per inciso era l&#039;unica persona che lì non bestemmiasse perchè &quot;non sarò io a chiamare in causa uno che per me non c&#039;è&quot;.

Su Bora.La ho parlato, semplificando di &#039;monologo&#039;. Semplificando e parzialmente sbagliando parola perchè in realtà tutti noi abbiamo un nostro monologo interiore, guai non l&#039;avessimo. E&#039; un flusso in continuo divenire che arricchiamo con le nostre esperienze e che ci accompagna fino alla fine.

Il monologo non è l&#039;errore, è la base della nostra vita interiore. E&#039; pensare di imporre agli altri qualcosa che è nostro e di nessun altro che è sbagliato. L&#039;integralista lo fa.

Curati!

La Mula</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gli integralisti di qualsiasi tipo sono alla radice del problema e una delle tare di questa società dove, per incultura o meglio ancora acultura, si moltiplicano in modo esponenziale.</p>
<p>In altri tempi la parola corretta per arginare certi comportamenti era &#8216;educazione&#8217;. Semplicissima. Mio padre ateo convinto (s&#8217;è sposato in chiesa con dispensa vescovile perchè rifiutava di accedere ai sacramenti e mia madre voleva sposarsi solo in chiesa, 1956), planato in un mondo cattolico è sempre riuscito a dialogare con tutti per via dell&#8217; educazione. E per inciso era l&#8217;unica persona che lì non bestemmiasse perchè &#8220;non sarò io a chiamare in causa uno che per me non c&#8217;è&#8221;.</p>
<p>Su Bora.La ho parlato, semplificando di &#8216;monologo&#8217;. Semplificando e parzialmente sbagliando parola perchè in realtà tutti noi abbiamo un nostro monologo interiore, guai non l&#8217;avessimo. E&#8217; un flusso in continuo divenire che arricchiamo con le nostre esperienze e che ci accompagna fino alla fine.</p>
<p>Il monologo non è l&#8217;errore, è la base della nostra vita interiore. E&#8217; pensare di imporre agli altri qualcosa che è nostro e di nessun altro che è sbagliato. L&#8217;integralista lo fa.</p>
<p>Curati!</p>
<p>La Mula</p>
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		<title>By: baotzebao</title>
		<link>http://www.baotzebao.eu/2008/01/07/laicita-eun-piacere-responsabile/comment-page-1/#comment-488</link>
		<dc:creator>baotzebao</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 14:04:57 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie, La Mula



Condivido molto, anche se i percorsi e il temperamento ( dunque le scelte volontarie - consapevoli e non ) sono fra noi diversi.

Ciò che mi disturba e preoccupa è la modalità da integralisti che alcuni laici hanno assunto: danneggiano, non servono la laicità.

Ecco perchè il pezzo di Bosetti mi è tanto piaciuto ( ieri Amato sul Domenicale del 24 ore non era stato, secondo me, abbastanza netto, ma si sa... ): per la via che mostra, praticabile, per la polis e per i cives.

un caldo abbraccio (un  poco raffreddato )

Valerio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, La Mula</p>
<p>Condivido molto, anche se i percorsi e il temperamento ( dunque le scelte volontarie &#8211; consapevoli e non ) sono fra noi diversi.</p>
<p>Ciò che mi disturba e preoccupa è la modalità da integralisti che alcuni laici hanno assunto: danneggiano, non servono la laicità.</p>
<p>Ecco perchè il pezzo di Bosetti mi è tanto piaciuto ( ieri Amato sul Domenicale del 24 ore non era stato, secondo me, abbastanza netto, ma si sa&#8230; ): per la via che mostra, praticabile, per la polis e per i cives.</p>
<p>un caldo abbraccio (un  poco raffreddato )</p>
<p>Valerio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: La Mula</title>
		<link>http://www.baotzebao.eu/2008/01/07/laicita-eun-piacere-responsabile/comment-page-1/#comment-487</link>
		<dc:creator>La Mula</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 13:45:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.baotzebao.eu/2008/01/07/laicita-eun-piacere-responsabile/#comment-487</guid>
		<description>Ok. Letto. Premetto che, se cerchi una mia risposta, non avrai neanche mezza citazione. Quindi devi sorbirti solo il mio non augusto pensiero ed eventuali &#039;nanetti&#039; a corollario.

Laicità: è natura costituzionale del nostro Stato. Il diritto alle pratiche religiose, linguistiche ecc. è costituzionalmente tutelato. Se il legislatore lo vìola ci sono gli strumenti per intervenire (vedi ad esempio i ricorsi dei valdesi contro l&#039;assurda legge dello scorso anno sui &#039;crediti&#039; in più per chi aveva frequentato l&#039;ora di religione).

Ateismo e religiosità: se credere in un Dio non è obbligatorio, non lo è nemmeno non crederci. Esiste una sfera privato- collettivo per tutti noi, cittadini di uno Stato laico, che non penso proprio possa venir violata. Se il mio amico gesuita mi cita una parabola e io gli rispondo con analogo caso freudiano, lui continuerà a credere e io a non credere. Forse entrambi avremo acquisito un quid in più, senza farci violenza, camminando su strade parallele, anche se unici sono i valori.

E a questo punto aggiungo questo elemento: valori. Sta scritto nella legge &#039;non uccidere&#039;. Il non uccidere cristiano non è diverso da quello dell&#039;ebreo o del musulmano(anche se ogni religione poi s&#039;è dotata di diverse pene), ma nemmeno da quello dell&#039;ateo o dell&#039;agnostico. E&#039; semplicemente un non uccidere, che lo Stato sancisce attraverso le sue leggi.Ma che è nella coscienza di tutti.

Fin qui tutto mi sembra semplicissimo, banale. Il guaio è che esiste la scienza e il progresso e, come ai tempi di Galileo, tutto ciò fatica ad armonizzarsi con la fede.

Da dubbiosa non ho fede nemmeno nella scienza, lo confesso. Non credo che l&#039;uomo sia in grado di spiegare tutto. O meglio ancora preferisco pensare che non tutto sia spiegabile, dal momento che il mio fine ultimo/unico è vivere questa vita finchè c&#039;è. E si vive anche con l&#039;irrazionale.

Il libro più difficile che ho scritto in questi anni (e che ho accuratamente evitato di pubblicizzare)riguarda le terapie regessive e le vite passate. Non me ne vergogno, anzi, ma è un qualcosa che mi ha mangiato troppa energia per recuperarlo dalla memoria. E ha mangiato energia proprio perchè mi ha costretta a navigare tra scienza e fede. Tra razionalità e irrazionalità.
Tra concretezza e astrazione.

Dentro uno spettro abbastanza ampio (che non include ovviamente fenomeni come le sette o cose similari) ognuno dovrebbe essere libero di praticare il suo credo. E qui c&#039;è per me l&#039;altro elemento focale, la libertà.

Una società evoluta tutela la libertà di tutti. E noi siamo una società evoluta. In realtà ci siamo evoluti, ma non al passo coi tempi.

Prendi l&#039;orrido referendum sulle staminali. Io ho votato solo grazie all&#039;intervento di Ruini. Personalmente sono assolutamente contraria a tutto ciò che riproduce vita in laboratorio. E&#039; una mia posizione personale. Libera io di non ricorrere a queste pratiche (tieni presente che ho la stessa malattia congenita di mio padre e quindi, se in un domani dovesse avere gli stessi esiti, mi sono anche posta il problema se accettare o meno un trapianto, decidendo che, siccome non si resta per semenza, è meglio di no. Ma ribadisco, è la mia posizione), liberi gli altri di farlo.

Rimane il fatto che lo Stato chiede anche a me di esprimermi. Mi sarei astenuta se non fosse intervenuta sua Eminenza!

Il voto, anche e soprattutto ai referendum, è espressione della libertà del cittadino di uno stato laico di dire la sua. E io volevo dire come la pensavo, anche con la mia piccola e inutile astensione. Ho votato contro me stessa.

L&#039;aborto è la stessa cosa. Una violenza feroce sulla donna. Ci sono passata, salvata dala mammana per un solo mese...Non c&#039;è niente di libero nell&#039;aborto, solo una legge che limita danni più gravi a madre e bambino. 
Feto? Un figlio, per me, non è quello che porti in grembo, ma quello che allevi. Un ovulo fecondato è comunque il segno di un rapporto che può o non può dare vita, che può o non può essere vitale. Accettare di disfarsene è accettare un fallimento (prevenibile con le usuali pratiche contraccettive). Ma parlo per me.E rispetto chi parla per sè.

Oggi però si discute di feti e uso degli embrioni esattamente come si parla di salame e pizze surgelate. Non si parla quasi mai di vita, manca la cultura della vita. E se anche in famiglia provi a costruirla, cozzi con l&#039;esterno. Ci sarebbe bisogno di una rivoluzione culturale che non passa per citazioni, ma per - scusa la parolaccia - la coscienza. Singola e collettiva, nel rispetto della libertà e con molta chiarezza sul concetto di &#039;valore&#039;.
Kiss

La Mula</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok. Letto. Premetto che, se cerchi una mia risposta, non avrai neanche mezza citazione. Quindi devi sorbirti solo il mio non augusto pensiero ed eventuali &#8216;nanetti&#8217; a corollario.</p>
<p>Laicità: è natura costituzionale del nostro Stato. Il diritto alle pratiche religiose, linguistiche ecc. è costituzionalmente tutelato. Se il legislatore lo vìola ci sono gli strumenti per intervenire (vedi ad esempio i ricorsi dei valdesi contro l&#8217;assurda legge dello scorso anno sui &#8216;crediti&#8217; in più per chi aveva frequentato l&#8217;ora di religione).</p>
<p>Ateismo e religiosità: se credere in un Dio non è obbligatorio, non lo è nemmeno non crederci. Esiste una sfera privato- collettivo per tutti noi, cittadini di uno Stato laico, che non penso proprio possa venir violata. Se il mio amico gesuita mi cita una parabola e io gli rispondo con analogo caso freudiano, lui continuerà a credere e io a non credere. Forse entrambi avremo acquisito un quid in più, senza farci violenza, camminando su strade parallele, anche se unici sono i valori.</p>
<p>E a questo punto aggiungo questo elemento: valori. Sta scritto nella legge &#8216;non uccidere&#8217;. Il non uccidere cristiano non è diverso da quello dell&#8217;ebreo o del musulmano(anche se ogni religione poi s&#8217;è dotata di diverse pene), ma nemmeno da quello dell&#8217;ateo o dell&#8217;agnostico. E&#8217; semplicemente un non uccidere, che lo Stato sancisce attraverso le sue leggi.Ma che è nella coscienza di tutti.</p>
<p>Fin qui tutto mi sembra semplicissimo, banale. Il guaio è che esiste la scienza e il progresso e, come ai tempi di Galileo, tutto ciò fatica ad armonizzarsi con la fede.</p>
<p>Da dubbiosa non ho fede nemmeno nella scienza, lo confesso. Non credo che l&#8217;uomo sia in grado di spiegare tutto. O meglio ancora preferisco pensare che non tutto sia spiegabile, dal momento che il mio fine ultimo/unico è vivere questa vita finchè c&#8217;è. E si vive anche con l&#8217;irrazionale.</p>
<p>Il libro più difficile che ho scritto in questi anni (e che ho accuratamente evitato di pubblicizzare)riguarda le terapie regessive e le vite passate. Non me ne vergogno, anzi, ma è un qualcosa che mi ha mangiato troppa energia per recuperarlo dalla memoria. E ha mangiato energia proprio perchè mi ha costretta a navigare tra scienza e fede. Tra razionalità e irrazionalità.<br />
Tra concretezza e astrazione.</p>
<p>Dentro uno spettro abbastanza ampio (che non include ovviamente fenomeni come le sette o cose similari) ognuno dovrebbe essere libero di praticare il suo credo. E qui c&#8217;è per me l&#8217;altro elemento focale, la libertà.</p>
<p>Una società evoluta tutela la libertà di tutti. E noi siamo una società evoluta. In realtà ci siamo evoluti, ma non al passo coi tempi.</p>
<p>Prendi l&#8217;orrido referendum sulle staminali. Io ho votato solo grazie all&#8217;intervento di Ruini. Personalmente sono assolutamente contraria a tutto ciò che riproduce vita in laboratorio. E&#8217; una mia posizione personale. Libera io di non ricorrere a queste pratiche (tieni presente che ho la stessa malattia congenita di mio padre e quindi, se in un domani dovesse avere gli stessi esiti, mi sono anche posta il problema se accettare o meno un trapianto, decidendo che, siccome non si resta per semenza, è meglio di no. Ma ribadisco, è la mia posizione), liberi gli altri di farlo.</p>
<p>Rimane il fatto che lo Stato chiede anche a me di esprimermi. Mi sarei astenuta se non fosse intervenuta sua Eminenza!</p>
<p>Il voto, anche e soprattutto ai referendum, è espressione della libertà del cittadino di uno stato laico di dire la sua. E io volevo dire come la pensavo, anche con la mia piccola e inutile astensione. Ho votato contro me stessa.</p>
<p>L&#8217;aborto è la stessa cosa. Una violenza feroce sulla donna. Ci sono passata, salvata dala mammana per un solo mese&#8230;Non c&#8217;è niente di libero nell&#8217;aborto, solo una legge che limita danni più gravi a madre e bambino.<br />
Feto? Un figlio, per me, non è quello che porti in grembo, ma quello che allevi. Un ovulo fecondato è comunque il segno di un rapporto che può o non può dare vita, che può o non può essere vitale. Accettare di disfarsene è accettare un fallimento (prevenibile con le usuali pratiche contraccettive). Ma parlo per me.E rispetto chi parla per sè.</p>
<p>Oggi però si discute di feti e uso degli embrioni esattamente come si parla di salame e pizze surgelate. Non si parla quasi mai di vita, manca la cultura della vita. E se anche in famiglia provi a costruirla, cozzi con l&#8217;esterno. Ci sarebbe bisogno di una rivoluzione culturale che non passa per citazioni, ma per &#8211; scusa la parolaccia &#8211; la coscienza. Singola e collettiva, nel rispetto della libertà e con molta chiarezza sul concetto di &#8216;valore&#8217;.<br />
Kiss</p>
<p>La Mula</p>
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