Domenica 30 marzo – D-DAY

29Mar08

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Domenica 30 marzo per il Democratic Day torna nelle piazze italiane il popolo delle primarie.

Saranno circa dodici mila i punti d’incontro del Partito Democratico, tanti quanti i seggi delle primarie del 14 ottobre, e verranno allestiti negli stessi luoghi, in tutte le 110 province e nei 6 mila e più comuni con un impegno di 100 mila volontari insieme ai candidati e ai leader del PD.

Obiettivo dell’iniziativa, è quello di mobilitare almeno un milione di volontari per le ultime due settimane di campagna elettorale per convincere quei cittadini ancora indecisi, che sono circa il 20% e che sono i nostri vicini, amici e parenti.

Verrano distribuiti 20 milioni di volantini e 4 milioni di adesivi e altro materiale tra cui un vademecum nel quale verranno riportate le “12 azioni per cambiare l’Italia”.

Scopo di questa grande iniziativa è la “rimonta finale” come dice Ermete Realacci, responsabile Comunicazione del Pd, “Per far si che tutti i cittadini siano parte attiva della campagna elettorale, il Pd ha messo in campo una spinta partecipativa che non si vedeva da molti anni. Un milione di volontari disponibili a impegnare il loro tempo alla campagna elettorale del Pd nelle ultime due settimane prima del voto”.

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a vànvera

Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.

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