Circolo della Lettura, anno decimo – incontro 50

03Apr08

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Domani, venerdì 4 aprile, alle 17 e 30, all’Auditorium del Museo Revoltella di Trieste.

La “lista dei libri” è questa:

Andrea Bajani, Se consideri le colpe e Cordiali Saluti (Einaudi)

Elena e Stelio Vinci, La Libreria del Poeta (Hammerle)

Cathcraft e Klein, Platone e l’Ornitorinco (Rizzoli)

Paolo De Benedetti, Teologia degli Animali (Morcelliana)

Paul Valery, L’Idea Fissa (Adelphi)

Jean Dominique Bauby, Lo Scafandro e la Farfalla (Ponte alle Grazie)

Irene Nemirowsky, Le mosche d’Autunno e I cani e i Lupi (Adelphi)

Alan Bennet, La Sovrana Lettrice (Adelphi)

Autori Vari, Con-fusioni Triestine ( AntiBarbarus )

Stefano Benni, La Grammatica di Dio (Feltrinelli)

G.B. Edwards, Il Libro di Ebenezer La Page ( elliot )

Anna Ferrari, Dizionario dei Luoghi Letterari Immaginari (UTET)

Joao Guimares Rosa, Grande Sertao (Feltrinelli)

Malcom Lowry, Sotto il Vulcano (Feltrinelli)

Grazie alla Libreria MINERVA di Via San Nicolò, Trieste

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a vànvera

Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.

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