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	<title>Comments on: Il lettore ideale / due</title>
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		<title>By: baotzebao</title>
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		<dc:creator>baotzebao</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 11:58:40 +0000</pubDate>
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		<description>Qui di seguito il commento di LUCIANO COMIDA

Condivido pienamente.
E ciò che leggo in questi giorni ne è la conferma. Ci arrivo tra un momento.
Sto rileggendo (per l&#039;ottava volta dal 1983) il ciclo nel Nuovo sole di Gene Wolfe (a cavallo tra fantascienza e fantasy, vincitore del Nebula, del Word Fantasy Award, Locus, Campbell, pluricandidato all&#039;Hugo...).
Cinque romanzi ambientati in un futuro lontanissimo che raccontano (in prima persona) la storia di Severian, un allievo torturatore (dell&#039;Ordine dei Cercatori di Verità e Penitenza), esiliato dalla propria casta per aver mostrato compassione verso una condannata di cui si innamora. E il tema erotico attraversa tutto il ciclo.
Ma al di là delle appassionantissime e misteriose avventure (che per certi versi ricalcano lo schema dell&#039; &quot;Eroe dai mille volti&quot; di Joseph Campbell e che attingono a Borges Melville Shakespeare Poe Dick la mitologia greca e davvero chi più ne ha più ne metta), Wolfe ama (e in altre opere li cita esplicitamente) Proust ed Henry James, in particolare per l&#039;uso del narratore inaffidabile.
Alcuni lettori più banali e abituati a una fantascienza/fantasy di stampo tolkieniano o asimoviano hanno criticato Wolfe sostenendo che, se non ci si può fidare di chi racconta, non c&#039;è modo per essere certi di quanto accade.
Altri lettori invece ammirano la narrativa di Wolfe anche per questo motivo: trame ricche e di articolata decifrazione e dunque con un grandissimo spazio offerto al lettore che DEVE trovare da solo le possibili verità, esplorandole negli anfratti del testo, scoprendole nei meandri della fabula e nelle ambiguità/reticenze dell&#039;io narrante. (E probabilmente Severian è il più complesso e più bel personaggio che sia uscito dalla storia della fantascienza/fantasy)
In una lettera a Neil Gaiman, Wolfe scrisse: &quot;La
mia definizione di buona letteratura? Letta da un lettore preparato e poi riletta con un piacere crescente&quot;
Cosa che a me capita da venticinque anni, con i romanzi del Nuovo Sole:
L&#039;ombra del Torturatore
L&#039;artiglio del Conciliatore
La spada del Littore
La cittadella dell&#039;Autarca
Urth del Nuovo Sole</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qui di seguito il commento di LUCIANO COMIDA</p>
<p>Condivido pienamente.<br />
E ciò che leggo in questi giorni ne è la conferma. Ci arrivo tra un momento.<br />
Sto rileggendo (per l&#8217;ottava volta dal 1983) il ciclo nel Nuovo sole di Gene Wolfe (a cavallo tra fantascienza e fantasy, vincitore del Nebula, del Word Fantasy Award, Locus, Campbell, pluricandidato all&#8217;Hugo&#8230;).<br />
Cinque romanzi ambientati in un futuro lontanissimo che raccontano (in prima persona) la storia di Severian, un allievo torturatore (dell&#8217;Ordine dei Cercatori di Verità e Penitenza), esiliato dalla propria casta per aver mostrato compassione verso una condannata di cui si innamora. E il tema erotico attraversa tutto il ciclo.<br />
Ma al di là delle appassionantissime e misteriose avventure (che per certi versi ricalcano lo schema dell&#8217; &#8220;Eroe dai mille volti&#8221; di Joseph Campbell e che attingono a Borges Melville Shakespeare Poe Dick la mitologia greca e davvero chi più ne ha più ne metta), Wolfe ama (e in altre opere li cita esplicitamente) Proust ed Henry James, in particolare per l&#8217;uso del narratore inaffidabile.<br />
Alcuni lettori più banali e abituati a una fantascienza/fantasy di stampo tolkieniano o asimoviano hanno criticato Wolfe sostenendo che, se non ci si può fidare di chi racconta, non c&#8217;è modo per essere certi di quanto accade.<br />
Altri lettori invece ammirano la narrativa di Wolfe anche per questo motivo: trame ricche e di articolata decifrazione e dunque con un grandissimo spazio offerto al lettore che DEVE trovare da solo le possibili verità, esplorandole negli anfratti del testo, scoprendole nei meandri della fabula e nelle ambiguità/reticenze dell&#8217;io narrante. (E probabilmente Severian è il più complesso e più bel personaggio che sia uscito dalla storia della fantascienza/fantasy)<br />
In una lettera a Neil Gaiman, Wolfe scrisse: &#8220;La<br />
mia definizione di buona letteratura? Letta da un lettore preparato e poi riletta con un piacere crescente&#8221;<br />
Cosa che a me capita da venticinque anni, con i romanzi del Nuovo Sole:<br />
L&#8217;ombra del Torturatore<br />
L&#8217;artiglio del Conciliatore<br />
La spada del Littore<br />
La cittadella dell&#8217;Autarca<br />
Urth del Nuovo Sole</p>
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