Bao-Tze-Bao la vide planare sul pelo dell’acqua e restarvi appiccicata. Si era appena levato gli occhiali: la vista era ancora sfuocata. Si piegò sul bordo della piscina per vedere più da vicino. Sì: era proprio una farfalla dalle ali giallo paglierino striate di nero e con piccole macchie di arancione e di azzurro, una comunissima e bella Cavolaia. Agonizzava appiattita, le ali incollate. Sembrava una silouhuette, o un’ombra colorata sul foglio azzurrotrasparente dell’acqua. La sua metà inferiore era oramai bagnata fradicia, ma quella illuminata dal sole era quasi ancora del tutto asciutta.
Bao-Tze-Bao si tuffò.
Riemerse proprio davanti alla farfalla morente. La vide da così vicino che si accorse dai movimenti della sua minuscola testa che era ancora viva. Le zampette vibravano debolmente. Le ali erano invece immobilizzate dalla forte presa dell’acqua. O forse no, quella esposta al sole si era forse staccata - per un istante, e di pochissimo – dall’altra ?





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"[...] a sé la farfallina. Pochi, pochissimi secondi dopo la vide appoggiata all’asciutto, a battere le ali come se non ..."