Gentile signore,
do le dimissioni.
Questo deve bastarLe, perché le parole che potrei usare per illustrarLe ragioni e genesi di una decisione tardiva – presa dopo averle già tutte pronunciate, e dopo che i tentativi di evitarla sono stati tutti da me perseguiti ( fino a quello estremo della viltà e contro ogni convenienza ) – non servirebbero a Lei, che non è in grado di comprendere, né a me che questo itinerario ho già percorso alla ricerca di ogni possibile mio errore o fraintendimento. Se ce ne sono stati ( ed è certo ) non sarei ormai in grado di riconoscerli.
La vita continua, Le auguro di non scoprire mai la sua povertà.





Progetti, vero, no, eh? Cioè: avanti non c’è niente, presente tutto bene, passato, beh, passato
Franco Cumpeta