So così bene chi sono che posso essere chi volete. Niente più di una condanna scioglie. E l’orrore cui vedo agglutinarsi la mia specie provoca fitte di pietà e trasalimenti. Ogni mancanza, ogni rifiuto, ogni tradimento, ogni indifferenza è significante. Provare dolore, sanguinare senza fine: vivere. ( Evitare lettere al giornale: chi le scrive si crede postumo ma non è ancora nemmeno nato ) . Posso solo comunicarvi il mio disagio, fratellini: voglio solo nascondermi mostrandomi.
Siate involontari - dice. Come potremmo non esserlo. Risposi.
Non so se rendo la non idea. (CiBi)




1 Response to “Una Vita da Marrano”
Who's linking?
"[...] felicità possibile, scrisse Kappa a Zurau. Lasciamo Dio ai consolabili, dunque: a chi flaneggia e marraneggia s’addice [...] "