per non smarrire l’hatikvà

04Jan09

Non ho la competenza, nè la saggezza per avere una sola opinione, figuratevi una certezza su quella che è burocraticamente chiamata la “questione mediorientale”.

Il fatto che, pare, non ce l’abbiano nemmeno autorevoli commentatori, diplomatici, storici, presidenti e ministri, mi occupa la mente con un rumore che è per me qui, al caldo e sicuro, assordante, talvolta.

In Rete, accanto a fiumi di parole che paiono averne tante, di certezze, scopro ogni tanto voci che, pur somigliando alla mia dal punto di vista dell’approccio, sono molto più documentate e articolate.

Oggi vi segnalo questo blog, di Giovanni Fontana: DISTANTI SALUTI.

Una delle sue tematiche principali, vedrete perchè e come, ha per titolo “DIARIO DALLA PALESTINA”.

A me pare sia un lavoro assai ben fatto, che offre un contributo per la riflessione e la documentazione ( parziale, ma diretta ) di una pagina di storia in divenire, drammatica e con non pochi riflessi sulla vita di chiunque nel mondo. Ed è molto meno retorico – anzi non lo è affatto – di quanto io sia capace di presentarlo qui. E’ una delle ragioni che me lo fanno seguire con regolarità, da parecchio tempo.

Colgo l’occasione per rimandare chi fosse interessato anche alla lettura ( in inglese ) di un articolo che Rabbi Lerner, direttore ed editore di TIKKUN, ha recentemente postato sulla guerra in corso a Gaza.

Non mi piace che si intenda la speranza come un sentimento che disimpegna.

Nè so come alimentarne l’impegno ad esercitarla laicamente ( dunque con più religio di molti religiosi, pare, purtroppo  ) se non condividendo parole.

Baruch Spinoza lasciò scritto, fra l’altro, che

E’ dell’uomo desiderare che anche gli altri
gioiscano del bene di cui noi gioiamo,
non di costringere gli altri a vivere
il nostro modo di pensare.

3 Responses to “per non smarrire l’hatikvà”


  1. 1 Giovanni Fontana Posted January 4th, 2009 - 2:19 pm

    Beh, accidenti, grazie.

  2. 2 baotzebao Posted January 4th, 2009 - 3:24 pm

    beh, perbaccolina, prego.

    ( mi sono accorto che questo è il post numero 500 – e che da quando è cominciato il blog ha avuto, dice WP, 34mila contatti unici, qualsiasi cosa significhi: ho vinto qualcosa ? )

  3. 3 baotzebao Posted January 4th, 2009 - 4:24 pm

Leave a Reply


Comment guidelines: No spamming, no profanity, and no flaming. Inappropriate comments will be deleted outright.




nescio ergo sum

View my FriendFeed
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra gli elementi pubblici di baotzebao provvisti di tag baobadge. Crea il tuo badge qui.

 

January 2009
M T W T F S S
« Dec   Feb »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

a vànvera

Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.

BaoHitStats

BaoCLICKS