Maestri, bravi scolari, lettori: I like webbin’

28Feb09

FFC, Francis Ford Coppola, sta lavorando al suo nuovo film. Si chiamerà TETRO.

Me lo ha detto Wittgenstein ( che come si sa è l’ottimo blog italiano, piuttosto frequentato, di Luca Sofri ).

Forse lo ha saputo da  Fimoculous che, come si sa meno, è lo straordinario blog di Rex Sorgatz : no, è di più, è una webzine, è  il  format di blog USA che mi piace di più – per tecnolgia/contenuti/forma/linguaggi/empatia.

Il sito del film è interessante soprattutto per il monologo del regista – che filma sè stesso a casa sua, Napa Valley, California – e traccia una specie di autobiografia per titoli, poster e citazioni tratte dai suoi film. Per chi, come me, ama ed ha amato  “The Conversation”, beh, si sappia che – trentaquattro anni e oltre trenta film dopo – ” Tetro ” sarà la seconda sceneggiatura originale di FFC.

Update: vedo adesso che chèz Alberto Mucignat la performance del giovane regista americano di origine italiana è mostrata e ben commentata.  ( AM è un altro dei posti in Rete che frequento – sempre pulito e insieme curioso, terso come il paesaggio che ha in testata -  come tutti da ospite segreto // e quanto mi piace il web per questa sua discretezza, e per la discrezione, nel suo duplice significato,  che consente ! // )

Una seconda notizia – questa volta segnalata da GRUPPO/I di LETTURA ( uno dei due migliori luoghi virtuali italiani dedicati alla letteratura : l’altro, sempre accordin’ to BaoTzeBao, è LANKELOT, che si avvia ad essere IL repertorio essenziale, il Tesoro, il LIBRO dei LIBRI… ) – annuncia la prossima uscita di DUE nuovi libri di Philip Roth. La notizia è ripresa dal New York Times, che ricorda come questi trentesimo e trentunesimo libro dello scrittore americano usciranno a cinquantanni dal primo, Goodbye Columbus.

UPDATE : va che leggo, su LANKELOT, appunto, una recensione e  i commenti da essa scaturiti su un libro ( LUNEDI’ BLU ) e un autore ( Arnon Grunberg ) che ho un poco frequentato, qui e in Olanda. Così ci scrivo anche io qualcosa, e mi pare sia dignitosa. Per non perderla del tutto, per non indugiare nella tentazione di mortificazione che mi seduce, per esporla, per lasciarla – possibile quanto nascostaQUI la linko, con gratitudine e riconoscimento per Lankelot, i suoi Cavalieri, le sue Dame, le sue Nebbie.

Il meglio arriva da lontano.

Quel che i nani di oggi ci mostrano del giorno è oscuro.

Mi piace webbarmi via la notte.

1 Response to “Maestri, bravi scolari, lettori: I like webbin’”


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  1. 1 green ‘n’ tetro ( gallo et isa ) at a vànvera Pingback on Apr 3rd, 2009
    "[...] ricordate [...] "

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a vànvera

Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.

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