La Cappella al MIELA, Miela alla TORBANDENA: L’Eleganza dura…

05Mar09

Continua il “Memories Mood“.

Fino a poco meno di quattordici anni abitavo ( e vivevo anche, allora ) in Via Guido Reni 8. Ultimo piano, ecchebella la terrazza. Ma non divaghiamo.

Fino ai dieci giocavo a calcio, quasi tutti i giorni, sul cemento e contro le reti di Piazza Carlo Alberto.

Fino ai sei giocavo a qualsiasi cosa – ma soprattutto a Guerra Francese – quasi ogni giorno, sul piazzale e fra i rovi di Piazzale Sant’Andrea.

Fino ai quattordici circa giocavo, spesso, sul quarto campo del Tennis Club Triestino.

Dopo i quattordici, circa, ho smesso di giocare (solo) ai giochi degli altri.

In via Franca, a non più di cinquanta passi dalla mia porta di casa, quando avevo quattordici anni, in un sottoscala foderato di contenitori per le uova, nacque LA CAPPELLA UNDERGROUND. All’apertura, io c’ero.

Ricordo Cesare e Rosella. Ricordo i primi film, ricordo Andy Warhol, ricordo soprattutto che da allora ero spesso, mooolto spesso là, pomeriggi e sere. E che orgoglio, nel leggere sull INFG, la International Film Guide, che il posto dove andavo anche io, nella già noiosa ma non poi così tanto noiosa Trieste, era uno dei due film club italiani segnalati: l’altro era il Filmclub di Roma ! E potrei continuare, con la prima rassegna di film musicali, per esempio, nella cui scelta e presentazione c’era la mia acerba zampa

Insomma ho tutte le ragioni per augurare BUON COMPLEANNO, Cappella Underground, buon quarantesimo genetliaco !

Lo si festeggia da sabato, per 40 orecon un programma da Festival dei Festival - al MIELA.

Dove sono andate a finire le meglio teste, le meglio barbe, le meglio simpatie di quella vera e propria Palestra che è stata la Cappella. A cominciare, appunto, da Rosella e Cesare, cui sono affezionato – lo dico senza ritrosie e con molta riconoscenza – come fossero fratelli maggiori.

( per dirvi quanto e come la conversazione cominciata quarantanni fa continui e conti, per me, domani o dopodomani vi posterò un video, con notizie, su un fantastico artista, OREN LAVIE. Beh, chi me lo ha segnalato? Rosella. In cambio di un concerto di Antony and the Johnsons che le avevo mandato io…

Sapete cosa: lo metto qui sotto, in chiusura, quel video. E che sia musica per la Festa ! )

Ma torniamo alle coincidenze.

Il MIELA si è chiamato MIELA perchè c’è stata una grande artista triestina, MIELA REINA.

Della quale la Galleria Torbandena ospita da sabato una Mostra.

Ve lo dico spesso, Tutto si Tiene.

A volte è come in un film di David Lynch, ma si tiene

Ecco il video, si intitola “Her Morning Elegance”. Godetevelo…

2 Responses to “La Cappella al MIELA, Miela alla TORBANDENA: L’Eleganza dura…”


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  1. 1 PierPaolo Pasolini ha 87 anni. at a vànvera Pingback on Mar 7th, 2009
    "[...] BaoTzeBao « La Cappella al MIELA, Miela alla TORBANDENA: ..."
  2. 2 “Ho visto il meglio, vedrò l’impossibile” (cappella underground trieste 40°) at a vànvera Pingback on Dec 30th, 2009
    "[...] Fino ai dieci giocavo a calcio, quasi tutti i giorni, sul cemento e contro le reti di Piazza Carlo ..."

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a vànvera

Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.

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