I modi in cui ignoriamo qualcosa sono altrettanto e forse più importanti dei modi in cui lo conosciamo ( ga )
Insomma: i regali li dovrebbe fare chi compie gli anni agli amici, non il contrario.
Che, se ci pensate, ci avremmo la nostra bella convenienza, tutti.
Così facendo gli altri faranno per te, e si potrebbe cavalcare Donna Fortuna, domarla quando ha gli occhi aperti, assecondarla quando ha la benda.
Io – che sono (stato) un vecchio ragazzo, un editore di dodici anni e un Matusalemme senza rughe – adesso mi par di essere un giovin signore.
Ho l’età delle mie letture, dei miei ascolti, dei miei sguardi. Ho l’in-capacità della mia Attenzione. Ho l’esperienza della mia in-volontarietà. E la stanchezza che tutto ciò porta con sé.
Ma in questi giorni di disattenzione mi stanno visitando – luci tra i vapori e le nebbie del mio passato – sia l’unico amico indimenticabile sia la sola amica scontrosa e graziosa.
I regali che mi hanno portato hanno attraversato il tempo e lo spazio, e mi hanno curato anche se non ero, apparentemente, nel Tennessee.
Dunque: auguri a tutti voi che qui ci passate spesso, o per la prima e unica volta oggi.
Il mio regalo per voi nuovi è questo. Per tutti e sempre è, ancora una volta, questo.
ilrestomanca




Allora grazie per i regali, che scarterò con calma, e auguri da un lettore seminuovo (nel senso che deve ancora compiere il primo anno)