Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.
Debora ………speriamo possa essere l’inizio di un cambiamento
e di una vera partenza per la creazione di un partito PARTITO DEMOCRATICO senza se e senza ma voce largo ai giovani ed ai meno giovani che in tutti questi anni sono sempre satti al “fronte” anche se non nelle stanze dei bottoni.considerati solo nel momento del bisogno e ricacciati in prima linea mentre L’intellighenzia “faceva politica” anche a Reggio città da sempre rossa per eccellenza non va tutto bene fortunato il mio amico Virgilio che a Udine può votare PD e una persona come Te.
caro baotazebao, speriamo che DS avanzi, e che il partito a lei non lasci solo gli avanzi..
certo, lei conta sulla rete, quella virtuale che più vera non si può, ma chi sperava in un appoggio totale del partito non può certo essere contento a leggere le candidature oggi sul giornale con il big regionale messole vicino…