Kind To Be Cruel ( from Nick Lowe to Barack Obama )

20Apr09

Secondo la mia inautorevole opinione ( ma ieri Giuliano Amato sul Sole 24 ore argomentava bene qualcosa di simile ) Mr Obama sta facendo bene anche in politica estera: prima tendere la mano, nelle parole e  nei fatti. Poi, se non venisse – nei fatti e nelle parole – stretta…

obama-in-trinidad

Questo è quanto, ieri a Trinidad, inaugurando il suo primo viaggio in America Latina.

Ma ci vogliono nervi saldi da questa e dall’altra parte dell’atlantico.

Come è facile capire, la cartina di tornasole sarà Israele.

La   riflessione di DAVID BIDUSSA mi pare qualcosa di più che un utile spunto.

E il commento di Riccardo Hofmann va, secondo me, nella direzione giusta.

…Well, I do my best to understand dear
But you still mystify, and I wanna know why
I pick myself up off the ground
And have you knock me back down
Again and again
And when I ask you to explain
You say you gotta be
Cruel to be kind, in the right measure
Cruel to be kind, it’s a very good sign
Cruel to be kind, means that I love you
Baby, you gotta be cruel to be kind

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a vànvera

Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.

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