La Memoria Non ha Tempo, ed è FiloComicoDrammatica…

13Jun09

mnemosyne_dante_gabriel_rossetti

Correva l’anno…

Mavalà, BaoTze !

E dillo che non ti ricordi quale anno era, tanto questo è un post sulla memoria

Ricordo molto bene quasi tutto, tranne le date, dico sul serio.

Superficialità o vera comprensione che denoti, così mi capita.

Dunque potrei raccontarvi quasi parola per parola, gesto per gesto le Avventure di Don Valeriotte e Sancio Fiandra ( sono la stessa persona, la e è doppiamente congiuntiva e – del resto – anche i due personaggi del Senor Cervantes erano una sola persona, divisa… ) e il Caso del Cinema Filodrammatico. Anche sul quando potrei azzardare una ipotesi, o potrei rovistare fra le mie fumose carte per dirvi con quadrata esattezza tutto, ma io sono tondo e il primo che ride ha ragione, ma non ha ancora ben capito l’allusione.

Indiferente.

Oggi IL PICCOLO racconta la cessione e la storia del Cinema Filodrammatico.

E naturalmente ( lo dico senza ironia, è cosa marginale e poco risaputa nella cronaca – figuriamoci nella historia ! – della nostra comunità cittadina ) dimentica di raccontare che ci fu un tempo ( sì, ma quale ? ) in cui il glorioso Teatro – dove oltre alla Duse passarono i meglio nomi del Varietà, dell’Avanspettacolo, del Cabaret anti litteram nazionale – stava per diventare… MEMORIA.

Ora: ho poco tempo, sono le sette e diciananove mentre scrivo queste righe e sono solo di passaggio qui alla Redazione Centrale del BaoTzeBao Times.

Dunque rimando – e chissà se non sia questa la metafora perfetta del tutto – ad altro momento il racconto veridico e obliato di come andò che l’architetto Damiani , il consigliere regionale ( o era già assessore ? ) Carbone et moi

Anzi, o venticinquemila lettori: ce n’è uno fra di voi che vuol raccontare al posto mio ?

PS Al Piccolo se ne occuparono, oh se se ne ! Seguirono il lancio del progetto e le sue prime fasi di avanzamento con sollecitudine e grazia di cui li ringrazio ancora oggi. Poi lasciarono perdere, perchè anche MEMORIA divenne uno dei Progetti Mai Realizzati che hanno contraddistinto la cronaca e la storia di Trieste. Peccato, perchè raccontare come andò – perchè NON andò, CHI la fermò – sarebbe stato di una qualche utilità.

Indiferente.

PPS e off topic: ho letto in versione completa il nuovo lavoro di prossima pubblicazione di Walter Chendi ” LA PORTA DI SION “, e ho ascoltato dalla sua voce, e letto la sinossi del suo prossimo Romanzo a Fumetti. Beh, la sola cosa che vi posso dire è che potete invidiarmi un poco: La Porta è una gran bella storia di educazione politica-sentimentale, disegnata al solito benissimo nel suo stile classico-onirico. E la Storia nuova, dove la Memoria, l’Oblio e il Tempo sono protagonisti, beh…tropa roba !

1 Response to “La Memoria Non ha Tempo, ed è FiloComicoDrammatica…”


  1. 1 giovanna Posted June 20th, 2009 - 7:52 pm

    ciao valerio, ti ho conosciuto circa tre mesi fa in casa di alessandro sicora durante una riunione del gruppo Assorbilibri. a proposito del Filodrammatico: mi intenerisce ricordare di aver passato là il pomeriggio del mio diciottesimo compleanno, avevo preso mezza giornata libera dal lavoro (sì, perchè già lavoravo da un anno, non come oggi che si comincia verso la trentina!) e con il mio morosino di quella volta ce ne siamo andati a vedere il mio primo film porno!!!! ahahahah ricordo ancora com’era patetico, incredibile, malfatto, assurdo….. povero Filodrammatico chissà cosa ne sarà di lui.

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a vànvera

Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.

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