Nel tempo, nel luogo

04Oct09

in sukkah

“ Essere fuori luogo ” è il titolo di un libro, letto molti anni fa per la prima volta, e poi riletto spesso.

Insieme a “Mosaico” , anche esso di Stefano Levi della Torre, è uno dei miei preferiti di argomento ebraico. Espongono, come uno rimandasse all’altro, la condizione particolare e le problematiche dell’ebreo moderno, che non è a casa da nessuna parte ed è nello stesso tempo a casa ovunque, cosi come è tessera di mosaico e quadro completo.

Qui, a Safed – dove sono da soli tre giorni, dopo la parentesi del Mar Salato e l’emozione storico naturalistica di Masada – pare che il tempo e il luogo siano stati ritrovati, che il quadro possa essere anche la tessera, che antico e moderno cessino di avere solo un senso letterale.

La natura della Alta Galilea – che in questo ancora caldo ottobre 2009 ( o Tishrì 5670 ) pare fatta apposta per questa sospensione ( o questo approfondimento, non so precisare ) – è un trionfo di ocra, verde e azzurro. E basta leggere i nomi sulla mappa ( Cana, Tiberiade, Beatitudini, Bar Yohay, Hillel il Vecchio… ) e subito la Storia e le Religioni presentano il conto: difficile sfuggire loro, qui. Le pietre e la luce, le candele e il profumo di Safed fanno il resto: la suggestione trionfa.

Ora.

Pare che trionfi comunque, anche quando il clima dominante è quello urbano e violento, pieno di notiziari e polemiche, di dissidi e incomprensioni quotidiane. Dunque – consapevole di questo stato extra ordinario, e della sua eccezionalità ( viene da ex-celso, ‘da fuori’, mi par di ricordare ) – quel che posso dirvi è che io questa suggestione me la bevo finché c’è, tanto non mi ci vorrà molto a subire gli influssi dell’altra, no ?

Attacco qui sotto due memorie vocali, registrate stamattina presto: credo diano un’idea – personale, eh ! – di questa condizione unica di tempo e spazio.

Che a pensarci bene riguarda chiunque, credente o no, e di qualsiasi credo

Listen!

Listen!

0 Responses to “Nel tempo, nel luogo”


  1. No Comments

Leave a Reply


Comment guidelines: No spamming, no profanity, and no flaming. Inappropriate comments will be deleted outright.




nescio ergo sum

View my FriendFeed
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra gli elementi pubblici di baotzebao provvisti di tag baobadge. Crea il tuo badge qui.

 

October 2009
M T W T F S S
« Sep   Nov »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

a vànvera

Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.

BaoHitStats

BaoCLICKS