Ascoltare con gli occhi e il palato, vedere con il tatto il gusto e l’udito.

26Oct09

valerio 'scolta parmiggiani

A Ferrara, una mostra ben eseguita di Boldini e un pranzo dall’Oca che ci rende giulivi.

A Reggio Emilia un Balletto energetico, capace di parodiare e trasformare in gioia il movimento, ma con juicio.

Un Albergo pulito e di ragionevole prezzo, e una Accademia di Pasticceria dove sanno cosa è un croissant, cosa la vera gentilezza.

accademia pasticceria reggio emilia 2

Una Collezione Privata d’arte moderna che coniuga eccellenza, valore e cortesia.

A Casalucchio, Castellucchio ( come nota la mia personal editor, qua sotto ) vicino a Mantova, una Dama della Cucina Tradizionale Rivisitata.

Una Italia che ti par non ci sia più, e che invece c’è.

cristiana magò reggio emilia 09

Anche noi abbiamo  voglia di crederci.

Qui il fondo con fervore di Concita Unità De Gregorio e l’augurio in musica di GLEE, via Freddy Bordone Nietzsche ( la moretta si chiama Lea Michele, sono già innamorato… )

0 Responses to “Ascoltare con gli occhi e il palato, vedere con il tatto il gusto e l’udito.”


  1. No Comments

Leave a Reply


Comment guidelines: No spamming, no profanity, and no flaming. Inappropriate comments will be deleted outright.




nescio ergo sum

View my FriendFeed
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra gli elementi pubblici di baotzebao provvisti di tag baobadge. Crea il tuo badge qui.

 

October 2009
M T W T F S S
« Sep   Nov »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

a vànvera

Il singolare femminile vànvera, utilizzato solo nella locuzione avverbiale a vànvera, significa “a casaccio, come viene viene” e compare oggi quasi esclusivamente nelle frasi parlare a vànvera e fare le cose a vànvera, “senza riflessione e senza fondamento di realtà”, mentre anticamente, con uso più largo, si diceva anche tirare a vànvera (con l’arco e simili ), cioè “senza mirare”. Due sono le ipotesi etimologiche: secondo la prima potrebbe derivare dal nome di un gioco (forse di origine spagnola) detto della bambàra; la seconda, invece, riconosce nella locuzione una variante del più antico ma equivalente a fànfera, voce onomatopeica affine al toscano fanfano “chiacchierone, fanfarone”.

BaoHitStats

BaoCLICKS