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Con la consueta tempestività e precisione, assolvendo ancora una volta alla sua mission di informare e di valutare, i “colleghi” ( lol ) de THE ECONOMIST fanno un bilancio della prima uscita pubblica di J Street.
L’articolo pone la questione, ne tratteggia le aperture, compara.
Qui l’articolo, che riassunto ( ma non perdete l’occasione di leggerlo, anche per il suo uso moderno ma ancora classico della lingua inglese ) mostra come la nuova strada indicata dai ‘ragazzi’ americani sia da seguire con attenzione.
Le opposizioni al suo modello sono valide ed estese, ma l’aver aperto – appunto – una nuova strada per raggiungere il comune obiettivo di una Israele più sicura e libera, è di per sè valore aggiunto.
Aggiornamento: qui la posizione di J Street sulle recentissime dichiarazioni del Segretario di Stato Hillary Clinton.
E se l’AIPAC ( storica ed influente lobby ebraica americana ) anche solo ne cogliesse spunto per riflettere ed adeguare la propria visione, senza necessariamente rovesciarla, beh: sarebbe un buon via-tico.
Ed è anche interessante notare come i commenti dei lettori del settimanale, perlopiù europei, siano maturi e acuti ( tanto a favore che contro ) rispetto ad altri, americani o israeliani: la distanza è ottima consigliera, e sempre più penso che una J STREET – EUROPA sia da fare, e presto.
Un Piede nella Porta è infatti il titolo che usa The Economist, perchè se anche la meta è una sola, beh, le vie per raggiungerla sono di più.
Una, minore ma non troppo, sarà presentata a gennaio, il 27, a Trieste.
Con il titolo “La Porta di Sion”, infatti, uscirà un romanzo a fumetti di Walter Chendi.
Una storia che parte dalla attualità, in Israele, ma che si svolge poi tutta a Trieste, la città che condivide con poche altre al mondo l’appellativo di Porta di Sion.
Chi già lo sa, sa perchè. Gli altri lo scopriranno attraverso una storia di educazione sentimentale a forte sfondo socio politico. L’azione è infatti collocata nel 1938, a ridosso dalla visita di Mussolini a Trieste.
Ma non dico di più.
Qualcosa di più la trovate qui, e già che ci siete fatevi un giro nel bel Porto in Rete di Walter, scoprirete tesori in punta di china e a colori, storie e fotografie, contesse polacche e spostamenti spazio temporali…
Ma sin d’ora, se vi interessa, non prendete appuntamenti per il tardo pomeriggio del 27 gennaio. Ancora non si sa da quale molo ( il Miela ? ) partirà una Nave, a bordo della quale ci sarete anche voi.
confermato il 27 gennaio, il posto è il Museo Ebraico di Trieste, Via del Monte.






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