
Per Lettori Che Non Hanno Tempo da Perdere.
Un giallo, un Mystery sapientemente condotto da principio a fine. Ogni pezzo trova il suo collocamento, e sebbene il quadro ricomposto in finale sia fatto delle stesse tessere di quello iniziale, prima della sua frammentazione, ciò che il lettore vedrà sarà diverso, a cominciare da se stesso: dovrà ammettere, per esempio, che aveva tempo da perdere…
Tassonomica, dunque incompleta. In progress e personale, arbitraria ma meditata. In (dis)ordine di comparizione:
David Lynch, Italo Calvino, Pinocchio, Lewis Carroll, Tim Burton, Sigmund Freud, David Foster Wallace, Renèe Magritte, Borges, Isaia, Salvador Dali, Kafka, Hector Berlioz, Frank Zappa, Savinio, Juan Octavio Prenz, Dioniso, Ka, Matrix, Puck, Bunuel, Goofy…
Filosofeggiante, con leggerezza.
Tra ordine e caos non una vera opposizione, ma una partita, piuttosto, è in corso. Non è possibile perderla, nè vincerla. E la lingua – escamotage inadeguato quanto insopprimibile – può solo raccontarla, mai veramente dirla. Questo è un bene, la frase che ho appena scritto andrebbe pronunciata con la stessa tonalità, lo stesso sorriso di chi ha trovato il tesoro, la risposta, l’amore.
Politicante.
Nessun Caos è peggiore di quello cui costringe l’ Ordine.
MetaLetteraria.
Lo scrittore è un Impiegato, non un Detective.
Sentimental.
Si ritrovarono entrambi accucciati: i libri e i fogli sparsi che riuscivano a raccogliere erano sempre meno di quelli che cadevano di nuovo a terra. A rivederla – a vederla meglio : le facce arrossate, i fogli sfuggenti, i culi a millimetri da terra – quella posizione era così buffa, due bambini che trattenevano a stento pipì e risate. ” Posso baciarti ? “ – chiese infatti lui, senza mollare un libro. Fu proprio come quando cadde a terra l’ombrello della Donna Dal Cappotto Scozzese che aspettava il treno delle sette e ventisei sotto la pensilina, lassù a pagina quattordici per la prima di quattordicimila volte. Charles Unwin non sapeva – e non lo sapeva nemmeno il ragazzo che abbiamo lasciato accucciato e ridicolo – perchè era andato alla stazione quel giorno. Sapeva però che ci sarebbe tornato per sempre, nonostante tutto, fino a quando avrebbe visto chi la Donna Dal Cappotto Scozzese stava aspettando. Ed è esattamente così che andò a finire, duecentosessantasette pagine dopo. ” Perchè ? “
Quella da Pagina della Cultura e Spettacoli. ( Beh, insomma, da Supplemento Letterario BaoTzeBao, diciamo… )
Un esordio così promettente da rischiare di restare ineguagliato. Jedediah Berry ha scritto un libro che sonda e quasi esaurisce le possibilità della letteratura, e nello stesso tempo permette di credere che ci sarà sempre e comunque un’ altra e diversa maniera di dire – combinandole in altro ordine – le stesse cose. Seguendo tutte le regole il giovane americano da vita a una storia che nessun fumetto, film o quadro potrebbe meglio raccontare, e lo fa con la sola forza delle parole. Spesso, avanzando tra le pagine come in un bosco-sipario – dove ogni svelamento apre a una nuova scena misteriosa – vengono in mente i disegni di Escher, o gli specchi di Alice, i taccuini di Dora, gli orologi di Magritte e Dali, le proiezioni di Lynch o le maschere di Burton, le linee curve di Foster Wallace e quelle dritte di Prenz, l’infinito di Leopardi e quello racchiuso fra un battito e l’altro dell’occhio di Ka… ( cfr Recensione Possibile Numero Due ) . Ma nessun mezzo, per quanto plastico e libero possa sembrare, è altrettanto e davvero libero e plastico quanto può esserlo la parola. La trama: un uomo che è contento di quello che fa si trova suo malgrado a dover cambiare mestiere. Lotta per tornare quello che era e per riuscirci dovrà cambiare tutto, meno il cappello. Vanno in scena: l’eterno conflitto fra il Bene e il Male; il difetto di comunicazione fra schedari e luna park; l’errore di prospettiva fra cosa vediamo e cosa c’è; la tragicomica, e sempre fuori-sincrono masquerade fra chi crediamo di amare e chi ci ama davvero ma non lo sa ancora. Un libro adatto - da Manuale – a scoprire finalmente il mistero, e a rimetterci sopra, finalmente liberi, il suo velo. Ma è questione d’occhi: aperti o chiusi ? Siete svegli, adesso, o state sognando ? Ne siete sicuri ? E, se lo siete, siete sicuri di essere nelle condizioni adatte per vedere ? Fate una prova, adesso e qui: sta piovendo o siete voi che vestite un impermeabile e avete ancora aperto l’ombrello, mentre c’è il sole, adesso ?
L’Unica Davvero Esauriente, Utile e Ben Riuscita.
Manuale di Investigazione, Jedediah Berry, Adelphi, Euro 19.
C’è anche un Posto In Rete, ma se ci riuscite andateci dopo aver letto il libro. Io ci vado adesso, non mi troverete lì.





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